Il primo incontro del Seminario Metodologico Permanente (SeMPer Scout) riguarda i 4 punti di B.-P., e si è tenuto presso il Parco Fenice il 24 ottobre 2009.
Rileggendo B.-P. ci si può incontrare e si può dibattere con passione sui temi fondanti dello Scautismo, quelli enunciati appunto da B.-P. Così possono nascere idee nuove e spunti applicativi certamente utili a chi è impegnato nel servizio di Capo.
Ecco il perché di una proposta rivolta a tutti i Capi delle Associazioni scout della provincia di Padova: il SEMINARIO METODOLOGICO PERMANENTE (SEMPER) SCOUT che, nelle intenzioni, potrebbe costituire un appuntamento annuale in cui rinsaldare idee, formare o discutere convinzioni intorno agli argomenti sostanziali del metodo educativo, quelli con cui i Capi hanno a che fare di continuo.
Parlare di Scautismo, studiare il suo metodo educativo sono azioni (individuali e collettive) non molto frequenti tra i Capi, troppo assorbiti dalla contingenza, dalla realtà puntiforme delle proprie Unità e forse reputate di scarsa utilità…pratica.
Noi di Kudù (capi di tanti anni fa) siamo convinti che chi si assume la responsabilità di Capo-educatore, deve avere le idee chiare sul metodo che egli stesso, per sua scelta, dovrà applicare.
E’ ovvio che il metodo non consiste di un insieme di schemi collaudati, buoni per ogni occasione ed è fin troppo ovvio che il Capo non è chiamato ad applicare meccanicamente quegli schemi. Si può fare, anche con qualche risultato, ma lo Scautismo è altra cosa e non può essere ridotto a un insieme di facili espedienti per confezionare attività di sicuro effetto.
Per essere certi di praticare il metodo scout qual è, occorre conoscerlo prima di tutto nella sua struttura ‘teorica’ e quindi nella dotazione di mezzi e di strumenti che offre.
Spesso in passato nello Scautismo si è anteposto brutalmente a ogni mezzo di conoscenza, il ‘fare’, sostenuti da quel “imparare facendo” caratteristico del metodo scout e sviluppando con l’equivoco una certa avversione nei confronti di quanto potremmo raggruppare sotto il termine ’teoria’.
Così alcuni ancora pensano che al Capo basti (e avanzi) il campo-scuola per saperne a sufficienza di metodo e di azione educativa, una volta per tutte. Perciò per ‘fare’ il Capo non servirebbe altro che mettere in pratica le indicazioni, integrate dalle esperienze di chi l’aveva fatto prima…
Ma ‘fare’ il Capo, si sa, non è la stessa cosa che ‘essere’ Capo. In più fare il Capo, in quel modo, è anche costringersi ad avere lo sguardo rivolto all’indietro, alla ricerca di un deja-vu rassicurante, da ripresentare con qualche aggiustatina.
Essere Capo… E’ cosa nota che non si ‘arriva’ a un certo punto o in un dato momento ad essere Capo: è una condizione aperta e dinamica in continua evoluzione. Si è sempre ‘in ballo’ e il campo-scuola è solo il punto di partenza.
Per semplificare, essere Capo, come tutti sanno, significa: spirito di servizio, qualità, competenza. Tutte e tre queste componenti vanno continuamente alimentate e arricchite. Da questa necessità, limitatamente al campo della competenza metodologica, prende le mosse SEMPER SCOUT.
Operativamente l’incontro, almeno per la prima volta, sarà organizzato come un seminario in cui tutti i partecipanti avranno un ruolo attivo specialmente nella fase di elaborazione comune degli argomenti convenuti.
L’intervento di Capi di Associazioni diverse, che pensano e discutono intorno a un tema che li appassiona e li coinvolge profondamente, non potrà che essere proficuo, comunque.
Come dal titolo, SEMPER SCOUT ogni anno metterà sotto la lente d’ingrandimento alcune pagine di B.-P. o, come quest’anno, un argomento che rimandi ai suoi scritti. Non si tratta di voler prendere alla lettera ogni parola né di rifarsi con pignoleria (miopia?) integralista a quanto B.-P. stesso andò scrivendo e precisando negli anni. L’ambizione è di riuscire pian piano a delineare, attraverso lo spirito e il senso degli scritti di B.-P., l’identità del metodo scout, dal basso, senza mediazioni. Un’operazione di (ri)appropriazione culturale che vorremmo si realizzasse con tutta l’umiltà necessaria a chi cerca per conoscere.