Il primo editoriale (luglio 1997)
Posted on November 21st, 2007 in archivio, editoriale | 1 Comment »
Questi fogli che avete fra le mani sono stati scritti da Capi che si rivolgono ad altri Capi per rilanciare spunti di Metodo e di Stile, per mantenere in vita lo Spirito Scout, per mettere a disposizione esperienze, per dimostrare che nel Corpo Nazionale è ancora in vita una comunità umana che è convinta che per capire lo Scautismo sia necessario leggere e rileggere B.-P., piuttosto che i tanti interpreti di B.-P. che oggi imperversano. Fogli scritti per aiutare te Capo che vuoi svolgere il tuo servizio di educatore con ognuno dei tuoi ragazzi che ti è stato affidato e che non si preoccuperanno, invece, di darti “le chiavi di lettura ortodosse” di tutti gli avvenimenti che si verificano nell’orbe terraqueo; non un giornale di “opinione scout”, quindi, ma una sorta di “breviario scout” nel quale trovare spunti di riflessione, proposte di attività, voglia di continuare a giocare il gioco.
Fogli scritti perchè i Capi più giovani non credano davvero a chi pensa di poter stravolgere il Metodo “perchè oggi si fa così”, a chi propone - a partire col proprio esempio - lo Scautismo cialtrone dei Jeans e Foulard (o similia), a chi accetta che l’Alpenstock e lo spinello convivano in bivacchi e hike.
Fogli scritti per proporre e riproporre idee e non per indire guerre sacre; del proporre ne abbiamo già parlato nelle righe precedenti. Riproporre significa che chiederemo di tenere rubriche a persone che hanno servito l’Associazione dandole Statuto, Regolamento, Attività Nazionali, cultura scout e che oggi, in moti casi, sono tenuti ai limiti tollerati e circoscritti.
Cercheranno di parlare delle figure del passato sottolineando quanto per noi oggi è ancora vivo e pieno d’interesse, del loro pensiero, del loro agire.
Inevitabilmente daremo fastidio e ci troveremo a polemizzare: non è questa la nostra ragione di essere, ma quando accadrà non mancheremo di puntualizzare il nostro punto di vista e di denunciare comportamenti e mentalità che sviliscono la crescita del Movimento, che trasformano la nostra Associazione in un grande Centro Sociale, che di tutto si occupano meno che della crescita di ragazzi e ragazze (che per il semplice fatto di continuare ad essere iscritti nelle nostre Unità) credono -vogliono ancora credere - in principi e ideali calpestati, demonizzati e derisi dalla società in cui viviamo.
Ma del dialogo non abbiamo paura, anzi; l’importante che sia portato avanti con chi ha vissuto e vive ancora la magia della tenda piantata e spiantata, dello zaino sulle spalle, del branco radunato attorno alla Rupe del Consiglio.
Fogli per i quali è stato scelto un titolo impegnativo; il momento in cui si entra a far parte del Movimento è il pronunciamento della Promessa Scout; per questo tutti i momenti successivi di crescita di noi come persona e di noi come Scout sono quelli che viviamo quando andiamo a verificare se ciò che abbiamo scelto e realizzato si correla con i Principi e con la Legge Scout. Il momento - per dirlo con B.-P. - della Corte d’Onore; quel momento che non è dettato dalla conoscenza della Legge Scout ma dall’amore per la
Legge stessa. Sappiamo bene che da circa dieci anni nel Corpo Nazionale questo termine è stato modificato in “Consiglio della Legge”. I motivi? Validi: le Corti d’Onore erano diventate dei luoghi ove si processavano gli Esploratori e le Esploratrici e amenità varie. Però, invece di insegnare come si doveva realmente fare, di sottolineare che uno Scout è un uomo d’onore o non è Scout, si è preferito cambiare nome - copiandolo dall’Agesci - perdendo tradizione, parole forti, spunti di crescita, parte del Metodo. Legittimo per le regole burocratiche, grave per il Metodo Scout. Noi stiamo col secondo… e con questo ci siamo presentati.
L.T. - Federico Lunardi (O.S.S.G.)