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Editoriale di Corte d’Onore n. 15

Posted on July 8th, 2009 in editoriale | No Comments »

Caro fratello scout, caro amico,

Quello che hai in mano è l’ideale continuazione di un altro giornale, con lo stesso titolo che scrivemmo e stampammo molti anni orsono e che ancora molti hanno la bontà di ricordare, forse ben oltre il suo reale valore. probabilmente perché è così poco quello che ha prodotto il Corpo Nazionale in questi anni, che anche solo poche parole di buon senso dilettante sembrano prodotto di menti sublimi… dunque ci piacerebbe idealmente ripartire da dove eravamo rimasti oltre dieci anni fa, quando lavoro, famiglia, carriera ci portarono in tanti e tali posti dell’orbe terracqueo da obbligarci obtorto collo a sospendere le pubblicazioni… già, perché la verità incredibile anche per me è che il primo Corte d’Onore non morì per mancanza di lettori (anche se ad onor del vero tre quarti dei non pochi abbonati non erano soci del CNGEI …a testimonianza di un diritto di primogenitura e ancora di più di coerenza con lo Scoutismo originario che è riconosciuto da altre associazioni scout e che invece al nostro interno è totalmente misconosciuto) ma perché la vita personale e professionale di chi aveva dato vita al giornale aveva delle legittime pretese alle quali era prioritario rispondere.

Era uno degli imperativi categorici del patto che ci legava e che “Corte d’Onore” voleva comunicare “nessuno di noi vive di scoutismo” come “nessuno di noi considera se stesso la misura della proposta educativa Scout” …anche questo ci ha insegnato lo scoutismo ed ha fatto di noi persone migliori .

Del vecchio “Corte d’onore” ovviamente manteniamo gli ideali che non sono come si potrebbe superficialmente pensare di mera conservazione, anzi, innamorati come siamo dello scoutismo ed del suo metodo non possiamo e non vogliamo tacere di come il CNGEI abbia da sempre tollerato interpretazioni stravaganti e personali del pensiero di BP e che la drammatica mancanza di “cultura” scout sia la causa remota dell’attuale livello tecnico dell’associazione che è infimo e che ha toccato il minimo (almeno per ora, temo) con quello scempio prolisso ed insignificante che è la promessa dei Lupetti attualmente a regolamento .

Per il resto siamo quelli di prima — neppure tanto invecchiati — qualche fratello si è aggiunto, gente di valore, li conoscerete,… e mi sarebbe piaciuto dire ci siamo ancora tutti e che nessuno se ne è andato. Non è così.

Lo scorso luglio un male maledetto ed inspiegabile si è portato via Marta; a lei, che in questo giornale aveva creduto, doverosamente dedichiamo la prima copertina di questa nuova serie perché tutti possiate vedere quanto era bella… a noi che abbiamo avuto il privilegio di averla al nostro fianco rimangono struggenti i ricordi e la determinazione di portare avanti, anche per lei, anche per Marta, il nostro umile quanto determinato servizio allo scoutismo… allo scoutismo così com’è nella sua splendida, efficace, poetica, semplicità… senza orpelli di sorta , senza interpretazioni geniali fatte da gente banale… di questo ne abbiamo abbastanza…. noi e i nostri ragazzi….

…Forza …saggezza cortesia …che il favore della Giungla ci accompagni!!!

Leonardo Leonardi

Il primo editoriale (luglio 1997)

Posted on November 21st, 2007 in archivio, editoriale | No Comments »

Questi fogli che avete fra le mani sono stati scritti da Capi che si rivolgono ad altri Capi per rilanciare spunti di Metodo e di Stile, per mantenere in vita lo Spirito Scout, per mettere a disposizione esperienze, per dimostrare che nel Corpo Nazionale è ancora in vita una comunità umana che è convinta che per capire lo Scautismo sia necessario leggere e rileggere B.-P., piuttosto che i tanti interpreti di B.-P. che oggi imperversano. Fogli scritti per aiutare te Capo che vuoi svolgere il tuo servizio di educatore con ognuno dei tuoi ragazzi che ti è stato affidato e che non si preoccuperanno, invece, di darti “le chiavi di lettura ortodosse” di tutti gli avvenimenti che si verificano nell’orbe terraqueo; non un giornale di “opinione scout”, quindi, ma una sorta di “breviario scout” nel quale trovare spunti di riflessione, proposte di attività, voglia di continuare a giocare il gioco.

Fogli scritti perchè i Capi più giovani non credano davvero a chi pensa di poter stravolgere il Metodo “perchè oggi si fa così”, a chi propone – a partire col proprio esempio – lo Scautismo cialtrone dei Jeans e Foulard (o similia), a chi accetta che l’Alpenstock e lo spinello convivano in bivacchi e hike.

Fogli scritti per proporre e riproporre idee e non per indire guerre sacre; del proporre ne abbiamo già parlato nelle righe precedenti. Riproporre significa che chiederemo di tenere rubriche a persone che hanno servito l’Associazione dandole Statuto, Regolamento, Attività Nazionali, cultura scout e che oggi, in moti casi, sono tenuti ai limiti tollerati e circoscritti.

Cercheranno di parlare delle figure del passato sottolineando quanto per noi oggi è ancora vivo e pieno d’interesse, del loro pensiero, del loro agire.

Inevitabilmente daremo fastidio e ci troveremo a polemizzare: non è questa la nostra ragione di essere, ma quando accadrà non mancheremo di puntualizzare il nostro punto di vista e di denunciare comportamenti e mentalità che sviliscono la crescita del Movimento, che trasformano la nostra Associazione in un grande Centro Sociale, che di tutto si occupano meno che della crescita di ragazzi e ragazze (che per il semplice fatto di continuare ad essere iscritti nelle nostre Unità) credono -vogliono ancora credere – in principi e ideali calpestati, demonizzati e derisi dalla società in cui viviamo.

Ma del dialogo non abbiamo paura, anzi; l’importante che sia portato avanti con chi ha vissuto e vive ancora la magia della tenda piantata e spiantata, dello zaino sulle spalle, del branco radunato attorno alla Rupe del Consiglio.


Fogli per i quali è stato scelto un titolo impegnativo; il momento in cui si entra a far parte del Movimento è il pronunciamento della Promessa Scout; per questo tutti i momenti successivi di crescita di noi come persona e di noi come Scout sono quelli che viviamo quando andiamo a verificare se ciò che abbiamo scelto e realizzato si correla con i Principi e con la Legge Scout. Il momento – per dirlo con B.-P. – della Corte d’Onore; quel momento che non è dettato dalla conoscenza della Legge Scout ma dall’amore per la

Legge stessa. Sappiamo bene che da circa dieci anni nel Corpo Nazionale questo termine è stato modificato in “Consiglio della Legge”. I motivi? Validi: le Corti d’Onore erano diventate dei luoghi ove si processavano gli Esploratori e le Esploratrici e amenità varie. Però, invece di insegnare come si doveva realmente fare, di sottolineare che uno Scout è un uomo d’onore o non è Scout, si è preferito cambiare nome – copiandolo dall’Agesci – perdendo tradizione, parole forti, spunti di crescita, parte del Metodo. Legittimo per le regole burocratiche, grave per il Metodo Scout. Noi stiamo col secondo… e con questo ci siamo presentati.

L.T. – Federico Lunardi (O.S.S.G.)